(Finanza.com) L’opposizione del premier inglese David Cameron alle “eccessive” spese dell’Unione Europea ha dato i suoi frutti: la bozza di bilancio 2013 è stata infatti rivista con un ulteriore taglio da 50 miliardi di euro. Dopo una discussione durata oltre un anno, l’accordo definitivo verrà probabilmente raggiunto nel prossimo summit del 22/23 novembre a Bruxelles. A redigere la bozza del nuovo bilancio è stata la presidenza cipriota, di turno al timone della Commissione Europea. I target individuati per il decennio 2010-2020 comprendono l’innalzamento del tasso di occupati tra i 20 e i 64 anni al 75% dall’attuale 69%, una percentuale di spesa dei Pil europei destinata alla ricerca e sviluppo e all’innovazione del 3% e riduzione del numero di coloro che vivono sotto la soglia di povertà nei confini dell’Unione del 25%, per far uscire 20 milioni di persone dalla condizione di povertà. Il budget europeo prevede che 64456 milioni di euro vengano destinati a tali strategie (+2,7% rispetto all’anno scorso), su un totale di 1033 trilioni di euro di spesa. Un pool di Stati membri capeggiati dalla Germania avrebbe voluto una spesa di 960 mila miliardi di euro, ovvero l’1% del Pil totale dell’area euro, mentre la Gran Bretagna avrebbe voluto un taglio ancora più sostanzioso, sostenendo che sia assurdo un aumento delle spese europee in un momento in cui ai singoli stati si richiede austerity.