Garantire maggiormente i depositanti ed evitare che il peso di eventuali crisi bancarie vada a pesare sui contribuenti. Sono i due obiettivi di una proposta di direttiva presentata oggi dal commissario Ue al mercato interno, Michel Barnier, per fronteggiare la crisi delle banche europee.

In un documento dal titolo “Gestione delle crisi: nuove misure per evitare di dover ricorrere al salvataggio delle banche” introduce la figura dei fondi di risoluzione nazionali. Questi fondi forniranno un finanziamento supplementare che raccoglierà contributi dalle banche (i fondi saranno proporzionati alle loro passività e profilo di rischio) e dovranno accumulare capacità sufficiente per raggiungere in 10 anni l’1% dei depositi coperti. L’obiettivo dei fondi è di sostenere una conduzione ordinata della riorganizzazione e risoluzione delle crisi e mai per il salvataggio di una banca.

I fondi di risoluzione serviranno a finanziare i diversi strumenti di risoluzione delle crisi proposti dalla Commissione:

la vendita dell’attività d’impresa,

l’ente-ponte, che consiste nell’individuare le attività sane o le funzioni essenziali della banca e nel farne una nuova banca (banca-ponte) che sarà venduta ad un’altra entità.

la separazione delle attività, grazie al quale le attività deteriorate della banca vengono trasferite ad un veicolo di gestione.

il salvataggio interno, grazie al quale la banca viene ricapitalizzata, gli azionisti vengono smaltiti o diluiti e i creditori vedono i loro crediti ridotti o convertiti in azioni.

Il presidente della Commissione, Josè Manuel Barroso ha dichiarato: “La proposta odierna segna un passo fondamentale verso l’unione bancaria nell’UE e responsabilizzerà il settore bancario: contribuirà così ad assicurare in futuro stabilità e fiducia nell’UE, in un momento in cui operiamo per rafforzare e integrare ulteriormente le nostre economie interdipendenti.”.

 La proposta sarà presentata a fine mese al vertice dei leader europei.