Nel maggio dello scorso anno il gruppo Ubi Banca aveva detto di essere in affanno a causa della crisi economica e quindi il management in accordo con i sindacati, stava pensando di ottimizzare il network. Ubi Banca non è il marchio di un solo istituto di credito ma si configura come la bandiera di un vero e proprio gruppo di banche. Un gruppo in crisi che aveva manifestato le sue difficoltà già nella primavera del 2011.

Purtroppo l’anno si è concluso con un “niente di fatto”. È stato soltanto rivisto il piano industriale valido fino al 2015. Con i sindacati non è stato raggiunto l’accordo e per questo Ubi Banca andrà avanti in modo unilaterale.

Saranno chiuse 84 filiali, molti minisportelli, ben 48, e 38 cosiddetti punti commerciali dovranno essere sottoposti ad un’opera di riqualificazione. I numeri superano le previsioni di maggio 2011.

Questo aggravarsi della situazione e la decisione del management di Ubi Banca di andare avanti nonostante le parti sociali, ha già posto le premesse per uno scontro con i sindacati.

La Carime e il Banco di Brescia saranno gli istituti di credito più colpiti dalla riorganizzazione, con la chiusura, rispettivamente di 23 filiali Carime, 16 filiali e 7 minisportelli del Banco di Brescia.