L’attesa è finita. Oggi i cittadini greci tornano alle urne in un’elezione che potrebbe cambiare la storia dell’Europa e della sua moneta unica. Tutti gli occhi del mondo saranno rivolti verso la Grecia. Il voto si è ormai trasformato in un vero e proprio referendum sulla permanenza di Atene nella zona euro. Che la posta in palio sia altissima lo dimostrano le parole di Antonis Samaras. Durante il comizio finale, il leader di Nea Demokratia ha detto che alle elezioni si sceglierà tra l’euro e la dracma. E la dracma, secondo Samaras, porterebbe la Grecia indietro di 50 anni.

Gli ultimi sondaggi, ricavati da alcuni bookmakers inglesi, hanno riportato in alto le quotazioni dei partiti filo europei e, in particolare, danno al primo posto Nea Demokratia (centrodestra). Ma, molto probabilmente, sarà un vero testa a testa tra il partito di Samaras e Syriza, la sinistra radicale guidata da Alexis Tsipras che non vuole l’uscita dall’euro ma una revisione sostanzioso degli accordi raggiunti con la Troika. Accordi che libereranno la seconda tranche di aiuti internazionali da oltre 100 miliardi di euro.

La sfida che tiene con il fiato sospeso tutto il mondo si correrà quindi sul filo di lana. Il partito più votato, come prevede la legislazione ellenica, avrà un bonus di 50 deputati su un Parlamento formato in tutto da 300 membri. Inoltre il partito più votato sarà anche il primo ad essere convocato dal presidente della Repubblica per tentare di formare il Governo. I primi risultati semi-attendibili dovrebbero arrivare oggi dalle 10 di sera, ma l’esito definitivo si saprà probabilmente solo nella giornata di domani.