Frodi sulle carte di credito: nel 2013 sono stati rilevati 26.000 casi – per un aumento dell’8,3% rispetto al 2012. Per un esborso stimato per i truffati in 162 milioni di euro.

Questo è in sintesi il contenuto dell’ultima edizione dell’Osservatorio Crif sui furti d’identità e frodi creditizie. Il dato in crescita colpisce ancora di più se si considera la contrazione del mercato dei prestiti-finanziamenti. Se vi siete fatti 2 calcoli, avrete già colpito che nel calcolo delle frodi non vengono considerate solo il furto del numero della carta di credito

Una delle cause principali è l’estrema facilità con cui i criminali riescono ad accedere alle informazioni personali attraverso documenti, cartacei o in formato digitale, e attraverso i dati e profili scaricabili dai social network per compiere i loro furti di identità. Le vittime preferite sono gli uomini, il 62,6% del totale, mentre la fascia di età più colpita è quella degli under 30, anche se la percentuale è in calo (26,1% rispetto al 27,5% del 2012). La classe che ha fatto registrare il maggior incremento, invece, è quella tra i 51 e i 60 anni (+9,2%, con una quota del 14,9% del totale).

I prestiti finalizzati continuano a rappresentare la truffa più comune – rappresenta l’81,2% dei casi totali. Il bersaglio preferito è rappresentato da un punto vendita, perché una concessionaria o un supermercato ha tempi molto più stretti per rispondere al cliente di una banca… Ma c’è anche da registrare un +64,4% di frodi su carte di credito a saldo, e le cambiali o assegni a vuoto emessi a nome altrui per un importo di 20 milioni di euro…

Da rilevare che solo poco più della metà delle frodi – il 52,5% – viene scoperta entro un anno. E più tempo passa prima di essere scoperta, più diventa poi difficile ripristinare la reputazione creditizia del frodato. La regione con il maggior numero di casi è la Campania (16,3%), seguita da Sicilia (14,0%) e Lombardia (11,3%). La tecnologia può venire in aiuto a chi rischia di essere fregato. Oggi si può fare una completa verifica antifrode su un documento di identità partendo da una foto fatta con uno smartphone

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