L’euro continuerà ad esistere anche dopo le elezioni greche di domenica prossima. Lo spiega Tim Stevenson, gestore del Fondo Pan European Equity di Henderson Global Investors, in un commento sui recenti sviluppi della crisi europea che pubblichiamo di seguito.

E’ troppo anche solo pensare a un’alternativa all’euro

La tensione sta chiaramente crescendo per il secondo round delle elezioni in Francia e per le elezioni in Grecia attese nelle prossime due settimane. La preoccupazione principale riguarda la Grecia, e se i greci decideranno di votare con giudizio a favore di qualcuno che intenda continuare il piano e cooperare con gli altri leader europei. Se dovessero scegliere di non collaborare, allora è abbastanza ovvio che la Grecia sarà in qualche modo esclusa dall’Euro. 

Mi aspetto che i greci voteranno saggiamente e che troveranno una qualche soluzione che li faccia rimanere nell’Euro. E’ il risultato senza dubbio preferibile per tutti. In seguito, credo verrà varato un pacchetto molto significativo di misure per l’Eurozona che aiuterà a risolvere la situazione. Sarà una combinazione di LTRO, il che spiega probabilmente perché la BCE non ha tagliato i tassi la scorsa settimana, per essere in grado di rimandare qualsiasi taglio e aspettare il mese di luglio. Probabilmente assisteremo a una nuova emissione di Eurobond, ma sopratutto vedremo una sempre maggiore integrazione fiscale. C’è una cosa che è fonte di preoccupazione per tutti, e che anzi ha preoccupato il Regno Unito negli ultimi 25 anni, ed è se ci sarà o meno un trasferimento di sovranità dai singoli stati verso un organo europeo centrale. Ciò crea grande scontento presso molte persone ed è probabile che da qui nascerà molta preoccupazione nel momento in cui i Paesi si renderanno davvero conto che l’ideale su cui si basa l’Europa è che essi debbano perdere una parte della loro indipendenza nazionale, specialmente in termini di gestione dell’economia.

 

Nel frattempo, la Germania è sottoposta a una grande pressione nel rendere possibile tutto ciò: per approvare gli Eurobond, per far stampare nuovo denaro alla Bundesbank, per supportare la BCE e, in pratica, per portare tutti fuori dai guai. Tutti in Europa e nel mondo fanno pressione su Frau Merkel affinché faccia qualcosa. Lei in realtà si oppone con grande forza a questo pressing, e deve farlo, sia per una presa di posizione politica nel proprio Paese e sia per mantenere un approccio realistico. La Germania ha fatto le scelte giuste, ha gestito correttamente l’economia: perché dovrebbe permettere agli altri paesi di non rispettare le regole mentre lei paga il conto per tutti? Questo semplicemente non accadrà. 

Come ho già detto altre volte, dobbiamo gestire i nostri sistemi economici nello stesso modo. Gli Stati Uniti a un certo punto, nei prossimi 12 mesi, vedranno che abbiamo tutti adottato qualche misura volta a ridurre il debito. In ogni caso, stiamo tutti andando nella stessa direzione, quindi non credo che questa perdita di sovranità sia un grande problema, anche se sicuramente crescerà un grande dibattito attorno a questo punto. 

Il programma di misure è stato ovviamente discusso dietro le quinte, ma al momento non arriva alcun dettaglio specifico – soltanto qualche frammento di tanto in tanto. Ed è esattamente così che deve essere, almeno prima delle elezioni in Grecia, perché potrebbe sembrare un tentativo di interferire con il risultato.

 Alla fine tutto si riduce a un pacchetto di misure. L’Euro continua a esistere, perché francamente è troppo anche solo pensare a un’alternativa. In tutta questa tensione, la strada che l’Europa sceglierà di intraprendere apparirà più chiara nelle prossime settimane, e dovrà comunque essere monitorata attentamente.