L’economia si affida molto all’investimento degli italiani nel mattone. Peccato che da qualche anno a questa parte le associazioni che si occupano di tutela del paesaggio, stiano dimostrando come a fronte di un incremento delle costruzioni si assiste ad un impoverimento del numero di case abitate.

Le richieste di mutuo per l’acquisto di una prima cosa continuano a restare stabili. Un’indagine portata avanti dal TG3 dimostra che al massimo si riducono le dimensioni dell’immobile acquistato.

Di fatto, gli italiani continuano a comprare case nuove, ma gli edifici inutilizzati sul suolo del Belpaese sono sempre di più. A confermare questa sensazione ci sono i dati dell’Agenzia del territorio che fa riferimento alle rilevazioni del 2010.

In pratica gli immobili a disposizione di potenziali acquirenti sono l’11,6 per cento del totale, vale a dire 5,9 milioni di case. Perché se ne parla in questo periodo? Non per una nuova affezione ai temi ecologici ma per ritorno all’Imu voluto dal Governo.

L’obiezione mossa dal Forum italiano dei movimenti “per la terra e il paesaggio” è che si continua a costruire, che ci sono 150 mila nuovi immobili invenduti e 5,9 milioni di edifici sfitti. La proposta è dunque di fare un nuovo censimento delle strutture e fare in modo che enti e costruttori contribuiscano alla tutela del paesaggio con il recupero architettonico dei beni già costruiti.