Ormai anche il governo Letta ha capito che la Tasi - l’equivalente dell’Imu – così com’è non va. Per questo non siamo ancora arrivati alle modifiche della Legge di stabilità, ma i tecnici sono già al lavoro per ridisegnare l’imposta alleggerendola per chi ha redditi modesti. L’idea sarebbe quella di ritornare alle detrazioni – diverse però dal meccanismo predisposto per l’Imu di un valore fisso di 200 euro a cui bisognava aggiungerne 50 per ogni figlio…

L’ipotesi allo studio è quella di avere quattro fasce di sgravio legate al reddito Isee (che comprende oltre al reddito lordo, la casa, il conto in banca, e il possesso di azioni e obbligazioni). La detrazione più alta – 100 euro – spetterebbe a chi rientra nei 5.000 euro di reddito Isee (ovvero chi ha 9.000 euro di redditi – come un pensionato – e una casa di proprietà), e si scenderebbe di 25 euro ogni 5.000 euro di reddito Isee in più. La fascia più bassa spetterebbe quindi a chi ha 40.000 euro di reddito imponibile e una casa col mutuo.

Per fare questo ci vorrebbero 380 milioni di euro, e la mossa permetterebbe di esentare da questa tassa il 34% circa dei contribuenti. Queste minori entrate potrebbero essere coperte in parte dallo Stato e in parte dai Comuni, che potrebbero applicare un’aliquota massima superiore al 2,5 per mille attuale – ovviamente si tratta solo di ipotesi allo stato attuale…

E’ ovvio che la riproduzione sotto mentite spoglie della vecchia Imu non può far piacere a Silvio Berlusconi e ai suoi fedelissimi che hanno fatto della questione l’ennesima inutile questione di principio… Il vice-premier Angelino Alfano ha chiesto a Enrico Letta uno sforzo sul tema, ma i soldi son pochi ed è difficile che si possa andare al di là di queste detrazioni. Vedremo gli sviluppi… Intanto si lavora anche ad un aiuto statale sotto forma di voucher per gli affitti delle famiglie in gravi difficoltà economiche.

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