Tremonti ha sempre fatto della lotta all’evasione fiscale il suo cavallo di battaglia. Adesso sembra deciso ad andare fino in fondo annullando il segreto bancario e ponendo un deciso stop al condono. Da più parti, nella maggioranza, l’invito a fare un passo indietro.Tremonti è stato intervistato da Avvenire e dalle colonne del quotidiano cattolico ha cercato di spiegare i capisaldi della manovra economica bis. In particolare si è soffermato sul ruolo centrale che svolgeranno le banche.

Gli istituti di credito, infatti, potranno fornire informazioni sui conti all’Agenzia delle Entrate, chiamata a fare controlli incrociati con le dichiarazioni dei redditi.

E sul condono? L’ipotesi di inserirlo in una prossima manovra economica è sempre più remoto.

Il condono, infatti, potrebbe determinare un aumento del deficit. Una manovra del tutto inutile per l’economia del Belpaese. Dalla maggioranza l’invito per Tremonti a chiudere un occhio sul condono.

Nel PdL sono molti i politi convinti che il condono serva al debito.

Critica con la tesi sostenuta dalla maggioranza contro il Superministro, anche la sinistra.

Tremonti è chiaro sullo strumento che ha accantonato: accettare il condono equivale a frenare il contrasto dell’evasione. Fino ad ora, le misure adottate sono sempre state efficaci.

Il leader di Via XX settembre spiega che soltanto nel 2010 sono rientrati nelle casse dello stato circa 25 miliardi di euro, grazie alla lotta contro l’evasione fiscale.