Facciamo due conti: secondo la Cgia di Mestre, usufruiranno delle tredicesime circa 33 milioni gli italiani. Si tratta di poco più di 16 milioni di pensionati - il dato è l’ultimo disponibile e risalle a fine 2011 -, a cui bisogna aggiungere 17 milioni di lavoratori dipendenti – è la media del primo semestre 2013. Insieme si divideranno una cifra stimata di 37 miliardi di euro – per Federconsumatori/Adusbef saranno solo 34,2 miliardi.

Una differenza di calcolo che deriva anche dal fatto che secondo le due associazione di consumatori hanno misurato un - 0,9% rispetto al 2012 – e secondo loro il 90,9% di questi soldi se ne andranno via per pagare tasse, bollette e mutuo. L’associazione veneta invece parte dagli adeguamenti retributivi dei lavoratori dipendenti, che secondo l’indice di rivalutazione contrattuale dell’Istat sono stati pari a un +1,4% – ovvero, secondo  il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi, quanto “l’inflazione” (+1,3%).

In soldoni si tratterebbe di un euro in più rispetto all’anno passato per un operaio, di due per un impiegato e di zero per un capufficio. L’insieme di queste gratifiche dovrebbe garantire alle casse dell’Erario un gettito superiore ai 9,5 miliardi di euro. L’organizzazione veneta non sa quantificare il fenomeno ma pensa che “molti imprenditori potrebbero trovarsi in difficoltà nel pagare le tredicesime. Da sempre il mese di dicembre presenta una elevata concentrazione di scadenze fiscali e contributive. Detto ciò, è possibile, considerata la scarsa liquidità a disposizione, che molti decidano di onorare gli impegni con il fisco e di posticipare il pagamento della tredicesima, o di una parte di essa“.

Secondo una ricerca della Confcommercio, più del 69% degli intervistati pensa che il Natale sarà festeggiato in maniera dimessa - contro il 66,4% del 2012 -, ma comunque l’85,8% degli interpellati comunque farà dei regali – nel 2012 eravamo all’86,3%. Più del 47% degli interpellati si sente più povero dell’anno passato, e solo il 20% del campione ritiene che questo sarà l’ultimo Natale di crisi, mentre il 68,6% pensa che “certamente” questa non sarà l’ultima volta in cui ci troveremo in difficoltà economiche (qui i dati Adusbef e Federconsumatori in cui si evidenzia che la tredicesima servirà per pagare le bollette).

Il 40% pensa che la crisi continuerà per più di due anni, mentre circa il 60% pensa che ci vorranno un paio di anni prima arrivare alla ripresa – mentre una ristretta minoranza (meno del 5%) pensa che la crisi finirà entro pochi mesi. Cresce infine il numero di chi non pensa di fare regali a Natale – si passa dal 13,7% del 2012 al 14,2% del 2013.

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