“L’è maiala” in gergo toscano significa: “E’ dura”. Bene in questa trattoria fiorentina, oltre a pagare come da tradizione, abitualmente è possibile mangiare barattando il costo del pasto con generi alimentari di stagione e di origine naturale (dall’orto o similari). Ma non si esclude nessuna merce di scambio aprioristicamente… ad esempio il proprietario di un maneggio ha offerto delle ore a cavallo.

Si deve telefonare prima e verificare la disponibilità in quanto il locale ha solo quaranta posti. I menù sono a base di prodotti freschi di stagione e locali, quindi portare vini, salumi o pomodori può andar bene, ovviamente il lato ludico è al centro della simpatica iniziativa e barattare una bottiglia di vino pregiato non ha lo stesso valore di due chili di patate. In questo caso si può avere uno sconto. Si può andare da un pasto di 15euro in su previo accordi. Diciamo che oltre al vantaggio economico intrinseco, il gioco la fa da padrone, perchè la rigidità non fa parte della filosofia con cui è stata concepita l’iniziativa, se non altro meritevole in termini di creatività. In ogni caso questa idea funziona a Los Angeles piuttosto che ad Amsterdam o Berlino.

L’importante è mangiare bene e prenderlo come un divertimento non certo come un triste baratto. Quelli che hanno orti, alberi da frutto, e piccole produzioni o attività artigianali sono avvisati e tirino le orecchie , telefonino e riempiano la sporta prima di andare a pranzo. La trattoria “L’è maiala” si trova a un chilometro da Santa Maria Novella e può essere un occasione per fare una gita in quel di Firenze. Questo esempio di creatività imprenditoriale dimostra che i tempi duri solleticano e sviluppano l’inventiva… RI-COR-DAR-SE-LO!!!

Chissà se Dante avrebbe messo il titolare di questa trattoria nel girone dei golosi oppure dei furbi.

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