Il Centro Studi della Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa (CNA) ha proposto di trasformare le detrazioni fiscali del 65 per cento e 50 per cento in crediti di imposta cedibili alle banche,  in modo tale da ottenere un capitale con cui finanziare gli interventi di riqualificazione energetica e di ristrutturazione.

Si tratterebbe di una soluzione assai pratica per permettere al settore edile di poter continuare a sopravvivere perché trasformare le detrazioni fiscali in crediti di imposta cedibili alle banche potrebbe far aumentare gli investimenti e far avere ripercussioni positive in tutto il bacino professionale.

La CNA suggerisce anche il metodo pratico attraverso cui potrebbe avvenire la trasformazione delle detrazioni fiscali in crediti d’imposta: il soggetto interessato ad effettuare l’investimento dovrebbe cedere al proprio istituto bancario un credito garantito dallo Stato per dieci anni in modo tale da ottenere in cambio subito una somma di denaro che poi impiegherà per finanziare l’investimento sull’immobile di suo interesse. Questo sistema potrebbe essere di grande aiuto anche e soprattutto per le famiglie italiane, che spesso non effettuano interventi di manutenzione sul proprio immobile a causa della mancanza di disponibilità economica.

Un altro aspetto positivo legato a questa proposta, potrebbe essere quello di scongiurare il rischio che ci si affidi a pratiche in nero per il pagamento di lavori di manutenzione (in modo tale da ottenerne dei vantaggi economici).

Considerando il tasso medio del 3,06 per cento che le banche praticano sui mutui per le ristrutturazioni, la CNA stima che in presenza di una detrazione del 50 per cento il beneficio, in termini di costo finanziario della ristrutturazione, è pari a circa 57 euro ogni 100 euro di spesa sostenuta,  con un risparmio effettivo del  43 per cento dell’investimento effettuato.