Una delle possibili (ricordando sempre che possibili non significa certe) tracce per il tema della maturità del 2013 potrebbe riguardare la crisi economica in atto nel nostro Paese.

L’argomento è sterminato. E’ importante scegliere un aspetto, quello su cui ci si sente maggiormente preparati, e analizzarlo nel modo più approfondito possibile. La strategia opposta, quella di tracciare una cronistoria della crisi, potrebbe essere altrettanto valida, ma è alto il rischio di essere superficiali e troppo didascalici. Da adottare solo se si è altamente ferrati sulla materia.

Ci sono comunque dei punti fermi. Ne analizziamo alcuni.

- La crisi dei mutui subprime (concessione di mutui immobiliari senza valutare adeguatamente la solvibilità del debitore, abbinata a compravendita massiccia interbancaria dei contratti di mutuo) cominciata negli Usa alla fine del 2006, quando il crollo dei prezzi e il rialzo dei tassi d’interesse hanno reso insolvibili molti proprietari, provocando una reazione a catena che ha causato il fallimento di alcune grandi banche e il massiccio intervento pubblico per salvare le altre.

- Il comportamento delle banche italiane nei confronti delle imprese e di chi cerca un mutuo immobiliare; la stretta del credito che toglie ossigeno alle aziende; il problema della scarsa capitalizzazione delle banche, che le frena ora dal concedere crediti.

- Il pesantissimo debito pubblico dello Stato italiano, derivante da dissennate politiche di spesa pubblica ripetute negli anni.

- Il rapporto tra il debitore (l’Italia) e i suoi creditori (i grandi fondi d’investimento internazionali e le grandi banche straniere, particolarmente tedesche). Qui entra in gioco la polemica politica sulle misure improntate sul rigore contabile (alte tasse e tagli netti di spesa per abbattere il deficit e di conseguenza incidere anche sul debito), opposte a quelle basate sul circolo virtuoso della crescita (basse tasse e ridotto intervento pubblico, conseguente aumento delle risorse finanziarie per le imprese che possono nuovamente produrre utili, andando ad aumentare il gettito fiscale e quindi ridurre deficit e debito pubblico). L’attacco dei mercati sul debito italiano nella seconda metà del 2011, che ha portato alla caduta del governo Berlusconi e all’insediamento del governo Monti. La scarsa incisività sulla riduzione della spesa pubblica da parte di Silvio Berlusconi; l’effetto depressivo sull’economia causato dalle misure estreme di Mario Monti (foto by InfoPhoto).

- Il ruolo della Banca centrale europea e di Mario Draghi nella tempesta finanziaria dello scorso anno.

- Le parole cattive e misteriose: Spread, Pil, Bund, Btp e così via.

- La catena logica tra debito pubblico, tasse eccessive, abbattimento dei profitti, disoccupazione, crollo dei consumi e quindi dei profitti, e via di seguito.

- Per chi è veramente espertissimo, altrimenti evitare: la riforma Fornero del mercato del lavoro e delle pensioni, il problema degli esodati e degli alti ostacoli all’ingresso giovanile nel mercato.

- Altro argomento interessante ma solo per chi è molto preparato: il confronto tra la crisi italiana e quelle di Spagna e Grecia, la differenza nelle cause e negli effetti.

- Altra materia “tosta” ma, se trattata bene, in grado di dare buoni voti: il ruolo delle agenzie di rating nella valutazione del debito e nel comportamento dei mercati finanziari.

- Per chi poi è un luminare della scienza economica, il confronto tra le misure dell’amministrazione Obama e la Fed contro quelle dei governi europei e della Bce. Il problema dei poteri limitati di Ue e Bce.