La Tasi alla fine di quest’anno dovrebbe uscire di scena – questo è il piano del governo e del suo premier Matteo Renzi. Intanto però ancora per quest’anno gli italiani dovranno fare i conti con questa tassa. Alla fine di dicembre bisognerà pagare la seconda rata di questa imposta sulla casa.

E anche quest’anno se si considera la Tasi insieme all’Imu si può rilevare che c’è stato da una parte un nuovo piccolo aumento del carico fiscale sulla casa e un nuovo caos normativo. Alla fine i comuni italiani hanno modificato le aliquote Tasi 3.735 volte, mentre per l’Imu i correttivi sono stati 4.042. In totale ci sono state 7.777 modifiche piccole o grandi che riguarderanno il saldo da pagare entro il 16 dicembre.

Per le modifiche c’era tempo solo fino al 30 luglio – l’unica eccezione è rappresentata solo dai comuni siciliani per cui c’è tempo fino al 30 settembre -, per cui se consideriamo che la raccolta delle delibere da parte del ministero dell’Economia non è completa, le modifiche complessivamente potrebbero superare quota ottomila.

Il quadro complessivo delle variazioni per quanto riguarda la Tasi mostra che le modifiche in aumento della tassa sono state 1.945, mentre quelle in diminuzione sono state 1.790. Il risultato complessivo è un piccolo aumento dell’aliquota media – per cui il gettito dovrebbe aumentare rispetto ai 3,4 miliardi di euro realizzato nel 2014 – dovrebbero prevalere le riduzioni delle aliquote per gli altri immobili (che riguardano circa un quarto della tassa).

L’Imu aumenta nell’80% dei casi. Questi dati ci fanno pensare quanto sarà complicata la partita delle coperture che si giocherà per la legge di Stabilità per l’anno venturo.