Il mondo dei giocattoli sta per perdere un altro dei suoi tasselli più importanti: Toys “R” Us. La nota azienda di distribuzione di giocattoli, presente in tutto il mondo con numerosi filiali, ha sede a New York negli Stati Uniti ma dà lavoro nel mondo a circa settantamila persone. Stephanie Clifford e Peter Lattman sul New York Times hanno provato a spiegare al mondo la crisi di Toys mentre i 70 mila dipendenti dell’azienda attendono da un momento all’altro di essere messi alla porta. Toys non è una neonata realtà industriale, già nel dopoguerra, nel 1948, aveva iniziato a far circolare il suo nome.

Dopo trent’anni di onorato servizio nel mondo dei giocattoli, Toys “R” Us ha pensato bene di fare il suo esordio in borsa. Nel 1978 è entrata nel mercato azionario e sembra proprio che da quel momento siano iniziati i guai.

Nel 2005 l’azienda è stata costretta a cercare un compratore. Allora era stato detto che la concorrenza fatta loro da Walmart era eccessiva per sopravvivere. Nel 2010, trovato il compratore, si pensava di dare avvio ad un’offerta pubblica d’acquisto iniziale ma l’operazione è abortita.

Da marzo di quest0′anno la situazione sembra essersi aggravata visto che molti manager hanno lasciato le redini dell’azienda: ha iniziato con il dimettersi il Presidente di Toys “R” Us degli USA, poi è stata la volta dei capi del settore marketing e di quello dell’amministrazione.