Le borse asiatiche hanno chiuso in territorio positivo grazie alla revisione al rialzo delle stime sugli utili da parte di Toyota, che ha confortato sulle prospettive reddituali delle maggiori società giapponesi, e per le attese che in Grecia possa essere vicino un accordo per dare il via al secondo piano di salvataggio del paese. Il Nikkei ha chiuso in rialzo dell’1,1%, salendo sopra quota 9 mila per la prima volta da ottobre, e la borsa cinese ha registrato progressi superiori al 2%.

La società automobilistica, maggiore produttore di auto a livello mondiale, ha rivisto al rialzo le proprie stime sia in termini di fatturato sia di reddito operativo sia di utile netto per l’anno fiscale che terminerà il 31 marzo. In particolare le stime sull’utile netto sono state alzate dell’11% a 200 miliardi di Yen sulla scia di una ripresa più veloce delle attese dal terremoto che ha colpito il paese in marzo. Toyota ha trascinato al rialzo anche le altre maggiori società automobilistiche asiatiche, con Honda a +2,7% e Nissan a +2.4%.

In Cina il rialzo è stato guidato dalle società immobiliari grazie alla notizia che a Banca Centrale Cinese garantirà il proprio supporto per la costruzione di case a prezzi contenuti e che prenderà iniziative per fare sì che le richieste di mutui per comprare queste case siano accolte.

Il rialzo dei prezzi del petrolio, con il WTI che si è riportato a ridosso dei 100 Dollari al barile, ha dato slancio ai petroliferi, mentre le società estrattrici di materie prime hanno risentito del calo degli utili annunciato da BHP Billiton.