Archiviata l’esperienza del governo Letta, il nuovo governo che verrà – il primo targato Matteo Renzi – cercherà di segnare una discontinuità forte rispetto al passato. Si parla di una quindicina di ministri, e di una squadra che dovrà essere pronta nel giro di una settimana. E visto che l’obiettivo principale che dovrà avere, non potrà che essere il rilancio economico del paese, il premier in pectore dovrà fare attenzione soprattutto a queste caselle.

La casella più complicata da riempire è quella dell’Economia. Visto che il segretario Pd vuole rimarcare la discontinuità, non ci sono possibilità di riconferma per Fabrizio Saccomanni. Al suo posto il nome più gettonato è quello di Lucrezia Reichlin, economista che ha lavorato a lungo anche nella Bce e ora sarebbe candidata vicegovernatrice alla Bank of England. In alternativa potrebbe diventare ministro dell’Economia Lorenzo Bini Smaghi, ex del board della Bce, e membro indipendente del cda di Morgan Stanley.

Terzo nome per il posto di superministro è quello del presidente dell’Istat e numero due dell’OcsePiercarlo Padoan. Meno complicato il puzzle per gli altri ministri economici: lo sviluppo economico dovrebbe essere guidato da Andrea Guerra, amministratore delegato di Luxottica – e renziano della prima ora -, mentre Tito Boeri è il nome che il leader dem sta facendo circolare per il dicastero del lavoro (mentre sono in calo sono le quotazioni di Guglielmo Epifani, segretario uscente del Pd, ed ex-leader Cgil).

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