Dopo il rimbalzo di ieri, le borse asiatiche sono state colpite oggi dalle vendite degli investitori chiudendo la settimana con una performance negativa. A penalizzare i mercati sono state le preoccupazioni sul rallentamento delle maggiori economie internazionali e i timori che la crisi del debito dei paesi periferici dell’area Euro possa non essere risolta nel breve. Il Nikkei giapponese e l’Hang Seng di Hong Kong hanno perso l’1,1% e l’indice coreano Kospi l’1,2%. L’indice della borsa di Shanghai ha perso lo 0,8%, riportandosi a ridosso dei minimi degli ultimi 3 anni registrati ad inizio mese.

Ipotesi di dati economici troppo ottimisti in Cina

Sulla borsa cinese, oltre all’andamento inferiore alle attese del PMI cinese di agosto pubblicato ieri, hanno pesato i risultati di uno studio di due economisti della Fed di Dallas, secondo cui la Cina potrebbe avere sovrastimato l’andamento della produzione industriale nel 2012 per mascherare la debolezza dell’economia. In calo si sono mosse le banche, con Bank of China, la terza banca per attività del paese, arretrata dell’1,3% dopo avere annunciato la crescita trimestrale degli utili più bassa degli ultimi 3 anni. Aluminum Corp. ha perso l’1,8%.

In Giappone sono state le società esportatrici a risentire dei segnali di rallentamento dell’economia a livello internazionale. Ad esempio, Nissan, società automobilistica che ha gli USA come principale mercato, ha perso l’1,5%. Makita, società che produce utensili e che realizza il 40% del fatturato in area Euro, ha perso l’1,1%.