Secondo la banca svizzera Ubs e Wealth-X, studio di consulenza con base ad Hong Kong, i miliardari in dollari hanno raggiunto un nuovo record nel 2013: siamo a 2.170 persone fino a giugno scorso. Rispetto all’anno passato siamo ad un +0,5%, mentre l’ammontare complessivo dei loro patrimoni è aumentato del 5,3% (la progressione riguarda il periodo luglio 2012-giugno 2013).

La regione in cui aumentano con la maggiore velocità è – direi ovviamente – l’Asia: nel giro di un anno 18 persone hanno raggiunto questo club esclusivo. Il loro patrimonio è cresciuto del 13%. Nel giro di cinque anni l’Asia dovrebbe superare l’America del Nord come numero di miliardari. Secondo questa ricerca, il continente che contiene più paperoni è l’Europa. Nel giro di un anno però il loro numero è sceso da 795 a 766, mentre la loro ricchezza è cresciuta del 3,1%, comunque più dei loro colleghi dell’altra parte dell’Atlantico che si sono dovuti accontentare del 2,4%.

Se guardiamo ai singoli paesi, scopriamo che la primo posto ci sono gli Stati Uniti con 515 miliardari, seguiti dalla Cina con 157, e poi Germania, Inghilterra e Russia. Tra le città con più nababbi spicca New York (96), davanti ad Honk Kong (75), Mosca, Londra, Mumbai, Singapore e Pechino (26).

Lo studio ha analizzato anche lo stile di vita di questi paperoni; in media hanno 78 milioni di dollari in abitazioni ed altrettanti in yacht, 22 milioni di aerei privati e oggetti d’arte per altri 16. L’accesso al club è continuato anche in questo periodo di vacche magre. Dal 2008 ad oggi sono diventati miliardari 810 individui. Tutti assieme gestiscono un patrimonio di 4.800 miliardi di euro, una cifra che secondo lo studio potrebbe “finanziare il deficit di bilancio degli Stati Uniti fino al 2024″.

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