Farà il suo debutto a marzo la Tobin tax, la tanto discussa tassa sulle transazioni finanziaria che avrà ad oggetto fin da subito i soli titoli partecipativi, per allargarsi a luglio anche ai derivati. Introdotta in Italia dalla Legge di Stabilità 2013 proprio mentre il resto d’Europa procede nella stessa direzione, la tassa rientrerebbe tra gli strumenti con i quali calmierare i grossi flussi speculativi su mercati e debito sovrano e garantire nuove entrate per le casse dello Stato.

Secondo quanto stabilito dalla Legge di Stabilità 2013:
- dal prossimo marzo si pagherà un prelievo dello 0,12% sugli scambi aventi ad oggetto azioni e titoli partecipativi negoziati su mercati regolamentati, percentuale che dal 2014 scenderà allo 0,1%;
- dallo stesso mese partirà un prelievo dello 0,22% per gli scambi di azioni e titoli over the counter, cioè su piattaforme non regolamentate, che dal 2014 passerà allo 0,2%.
- per i derivati è prevista una tassa in misura fissa sulla base di una specifica tabella che fissa un limite massimo di 200 euro.
- per gli scambi ad alta frequenza, frequency high trading, si prevede una tassa dello 0,02%, a partire da marzo se l’operazione riguarda azioni e strumenti partecipativi, da luglio per i derivati. La nuova norma, ha spiegato il Governo, “riguarda le operazioni effettuate elettronicamente in periodi di tempo molto ristretti e stabilisce che l’imposta venga applicata sugli ordini cancellati o modificati, laddove la proporzione rispetto a quelli eseguiti ecceda una determinata soglia numerica”.

L’imposta sarebbe dovuta partire già da questo mese: la maggiorazione dell’aliquota nel 2013 è dovuta proprio all’esigenza di compensare il rinvio a marzo senza ridurre il gettito fiscale a fine anno, previsto in circa un miliardo.
Sono esentati dal prelievo i cosiddetti ‘market maker’, le emittenti con un capitale sociale al di sotto di 500 milioni e gli enti previdenziali.

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