Il presidente dell’Inps Tito Boeri è stato ospite della trasmissione L’intervista di Maria Latella. Cosa ha detto di interessante? Vale la pena ricordare diversi spunti. Per esempio sul mancato invio delle “buste arancioni” dell’Inps – se non sapete cosa sono vi rimando al link in fondo al post – “qualcuno ci ha fatto lo sgambetto” e sarebbe “gravissimo” se qualche parlamentare lo avesse fatto perché lui aveva proposto il taglio dei vitalizi.

Per Tito Boeri, le parole del vicepresidente della commissione europea, Valdis Dombrovskis, “lasciano lo spazio per ottenere ancora un po’ di flessibilità” pur nel rispetto della sostenibilità della finanza pubblica. Potrebbe essere utilizzata “per finanziare nell’immediato una maggiore uscita flessibile delle pensioni“. Andare “in pensione un poco prima – ha ribadito – con aggiustamenti dell’importo che tengano conto del fatto che si percepirà la pensione più a lungo“, “ha dei costi per le casse dello Stato nell’immediato“, “ma a lungo andare non ha dei costi. E’ qualcosa che non aumenta il debito, è un’operazione in linea con quello che viene richiesto. E tutto questo favorirà l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro”.

Altro cavallo di battaglia di Tito Boeri è quello dell’emergenza sociale rappresentata dalle “persone che perdono lavoro e che hanno più di 55 anni. Questa è la vera emergenza sociale in Italia. L’emergenza in Italia sono i poveri perché la povertà è aumentata molto“. Questo punto è anche l’occasione per dire una cosa nuova. Con le salvaguardie per i cosiddetti esodati ci sono persone che prendono una pensione da 6-10.000 euro al mese: ”Questo ci dice che quel meccanismo non funziona bene, se dobbiamo in nome dell’emergenza sociale dare delle pensioni di quell’importo vuol dire che non è emergenza sociale“.

Altro punto: la spesa per le pensioni di invalidità e l’assistenza si aggira “intorno ai 16 miliardi di euro con 2,8 milioni di erogazioni pagate dall’Inps. E’ un capitolo molto importante delle nostre attività”. E per ora “c’è un problema importante nella fase dell’accertamento – ha proseguito – adesso c’é un accertamento doppio, sia a livello di regioni che nazionale dell’Inps. Questo allunga molto i tempi e crea disfunzioni. Da tempo abbiamo proposto di unificare questi accertamenti e ci siamo candidati a farlo noi”. Infine Tito Boeri ha spiegato che “stiamo vedendo se riusciamo con le banche a rendere anche il sabato bancabile” – si riferisce ovviamente al pagamento delle pensioni.