È stata una seduta caratterizzata dal pessimismo quella di oggi sui mercati asiatici sulla scia dei timori sulle prospettive dell’economia statunitense, dopo l’andamento inferiore alle attese degli ordini di beni durevoli nel mese di febbraio, e di quella cinese, di cui si vedono le prime conseguenze sugli utili aziendali. Il Nikkei, nonostante lo Yen si mantenga a ridosso dei minimi dell’ultimo anno, ha perso lo 0,8%. La borsa di Shanghai è arretrata dell’1,4% e quella di Hong Kong dell’1,5%.

In Cina scendono gli utili

I conti di alcune società cinesi pubblicati oggi hanno evidenziato come il rallentamento della seconda economia mondiale potrebbe farsi sentire sui conti aziendali nel corso del 2012. Ad esempio, oggi ZTE, società produttrici di componenti per telefonini, ha chiuso in calo di quasi il 2% dopo avere annunciato utili in ribasso del 37% rispetto all’anno precedente. In ribasso dopo avere annunciato utili inferiori alle attese degli analisti, seppure in crescita, anche PICC properties e Sany Heavy Industry.

A Tokyo sono state penalizzate le società esportatrici. Toyota, che realizza il 28% del proprio fatturato in Nord America, ha perso quasi il 2%, mentre Sony è arretrata dell’1,4%. A Sidney, dove l’indice S&P/Asx ha sovraperformato limitando le perdite allo 0,1%, le risorse di base hanno perso terreno per il calo dei prezzi di alluminio e rame. Leighton Holdings, la maggiore società di costruzione australiana, ha perso quasi il 7% dopo avere ridotto le stime sull’utile del 2012 di oltre il 30%.