Lo scenario è quello della crisi economica internazionale che coinvolge il Vecchio Continente ma anche l’America. Il problema, almeno per l’Europa è che nonostante il rischio default, i titoli statunitensi sono ancora considerati dei beni di rifugio.

In genere, quando dei titoli non sono ritenuti affidabili, gli investitori li vendono. In questi giorni però il volume delle vendite è salito in maniera esorbitante a causa di un vero e proprio panico degli investitori.

Fino a che giovedì, in maniera quasi provvidenziale, per un problema tecnico Piazza Affari ha dovuto bloccare le contrattazioni dalle 17 in poi.

Meglio così, visto che tutti i titoli erano in perdita. Lo stesso è accaduto anche alle borse di Parigi, Bruxelles, Lisbona e Amsterdam che si sono fermate addirittura per un’ora a causa di un malfunzionamento dei computer.

Spiegata l’origine dei guasti, occorre dare qualche numero che spieghi la crisi in corso. Milano nella sola giornata di giovedì ha perso il 5,16% Londra ha fatto registrare un -3,43%, Parigi un -3,90%, Francoforte ha perso il 3,4% e Madrid il 3,89%.

In nove giorni, in Borsa, sono sfumati circa 500 miliardi di euro che pressappoco equivalgono al Pil dell’Austria.

L’annuncio dell’intervento delle Banche non ha contribuito a migliorare la situazione dove il carico è stato messo dalle parole di Trichet e da quelle di Barroso.

Il presidente della Commissione ha parlato dell’inutilità delle manovre salva-Grecia, facendo sollevare molte critiche da parte degli altri stati.