In assenza di particolari requisiti, anagrafici e matrimoniali, la pensione di reversibilità sarà ridotta del 10 per cento. Questa riduzione dell’aliquota non è l’unica novità introdotta dalla manovra nella vita privata dei cittadini.

Un aggiornamento importante del settore sanitario riguarda il sistema dei ticket. In questo caso lo Stato demanda agli enti regionali, in un’ottica federalista, la scelta dell’applicazione delle tariffe. In realtà questa dicitura è impropria.

Spieghiamo meglio cosa accadrà e in che termini.

Il limite temporale per l’introduzione del nuovo sistema dei ticket sanitari è posticipato al 2014. A partire dall’anno indicato, le Regioni italiane potranno chiedere ai cittadini di partecipare alla spesa sanitaria. Che vuol dire? Che gli enti locali potranno chiedere alle persone residenti sul territorio di farsi carico di alcuni costi: i ticket per l’assistenza farmaceutica per esempio e altre prestazioni simili.

Il fatto che tutto o in parte sia delegato agli enti locali, non consente di effettuare calcoli previsionali sull’impatto economico della modifica.

Una novità che però potrebbe tornare a farsi strada, riguarda l’applicazione del superticket di 10 euro sulle visite specialistiche e sulle analisi.

Perché “potrebbe”? Perché la manovra economica ha messo a disposizione delle strutture sanitarie circa 486 milioni di euro per il periodo che intercorre tra il 1° giugno e il 31 dicembre 2011. Dopo questa erogazione di fondi per far fronte all’abolizione del ticket, dovranno subentrare nella spesa le Regioni.