Dal mese di marzo il Tfr in busta paga diventerà realtà. Questa integrazione della retribuzione mensile introdotta con la legge di Stabilità 2015 può essere richiesta da ogni dipendente privato che abbiano almeno sei mesi di anzianità di servizio. Ne sono quindi esclusi i dipendenti pubblici, gli agricoltori ed i domestici, oltre ai dipendenti di aziende private che abbiano già utilizzato il Tfr maturato a garanzia di un finanziamento bancario. Per accedervi è necessario presentare una domanda – un’”istanza di accesso” – all’ufficio del personale della propria azienda – e quest’ultima dovrà chiedere il via libera all’Inps (le uniche aziende private che non devono pagare questa erogazione sono quelle soggette alle procedure concorsuali e quelle in crisi secondo l’articolo 4 della legge 297/1982).

L’azienda, nelle sue comunicazione con l’Inps, dovrà comunicare gli identificativi dei dipendenti che hanno fatto domanda. La liquidazione in busta paga del Tfr partirà dal mese successivo alla presentazione della domanda. Per questo termine c’è un eccezione, visto che per le imprese con meno di 50 dipendenti, c’è la possibilità di accedere ad un finanziamento bancario garantito, i pagamenti partiranno dal mese successivo all’erogazione del prestito.

E’ il caso di ripetere ancora una volta che il Tfr in busta paga non riceverà una tassazione agevolata, ma seguirà le regole ordinarie sulla tassazione dei redditi, e quindi chi più guadagna, più verrà tassato sul Tfr. Vale quindi la pena fare una valutazione dei costi e dei benefici legati alla scelta di destinare il Tfr in busta paga. Questa scelta di avere il Tfr in busta paga vale anche per i lavoratori che hanno aderito ad un fondo pensione. Chi sceglie di destinare il Tfr in busta paga si troverà a disporre di una minor rendita complementare dal fondo pensione. Alcune stime fanno riferimento ad una possibile riduzione del 30% di tale rendita.

Di quanti soldi parliamo? Per un lavoratore che guadagna 23.000 euro l’anno si tratta di poco meno di centro euro al mese, si sale a 125 per chi ha un reddito di 35.000 euro annui.