Rendimenti in ascesa e domanda in calo nell’asta Btp tenuta oggi dal Tesoro che ha collocato complessivi 5,946 miliardi di euro, nella parte alta del range previsto che era tra 3,75 e 6,25 mld. Reazione contenuta del mercato con il differenziale di rendimento tra Btp decennale e Bund a quota 406 punti base, in rialzo rispetto ai livelli della vigilia complice l’annuncio del declassamento di due gradini della Spagna decretato da Standard & Poor’s. Le prossime aste di titoli di debito pubblico da parte dell’Italia sono in agenda l’11 maggio (asta Bot) e il 14 (asta Btp).

Fa il pieno l’asta di Btp decennali

 Collocati Btp a 5 anni (scadenza maggio 2017) per 2,416 mld di euro (forchetta era da un minimo di 1.500 milioni di euro a un massimo di 2.500 milioni di euro) con rendimento medio pari al 4,86% dal 4,18% dell’asta di titoli di analoga durata tenuta a fine marzo. Allocati poi Btp a 10 anni (scadenza settembre 2022) per 2.500 milioni di euro, ossia al massimo della forchetta prevista. Il rendimento medio è salito dal 5,24% al 5,84%, sostanzialmente in linea con il rendimento espresso dai titoli a 10 anni italiani sul mercato secondario. La domanda risulta in lieve calo rispetto a un mese fa: il bid-to-cover è passato da 1,65 a 1,48 per i titoli decennali e da 1,65 a 1,34 per quelli quinquennali.
Il Tesoro ha  inoltre collocato titoli di stato non più in corso di emissione. Si tratta di Btp con scadenza 15 aprile 2016 per 493 mln di euro e Btp con scadenza febbraio 2019 per 537 mln. L’ammontare complessivo per le due emissioni era previsto da un minimo di 750 milioni di euro a un massimo di 1.250 milioni di euro. Domanda superiore a due volte il quantitativo offerto sia per i Btp 2016 che per quelli 2019.
Le aste di questi giorni hanno confermato la tendenza dell’ultimo mese di una risalita dei rendimenti a causa del riacutizzarsi delle tensioni legate alla crisi del debito. Il rapporto sulla stabilità finanziaria pubblicato ieri dalla Banca d’Italia ha rimarcato comunque come il costo medio delle emissioni è sceso considerevolmente in questi primi mesi del 2012 rispetto a quello dell’ultimo trimestre 2011.