Il Post ha dedicato un ampio articolo, molto utile in termini euristici, alla terza rivoluzione industriale, quella in atto in questi anni che vede prevalere il digitale su molti altri aspetti produttivi. Ecco un riassunto della situazione. Tutto parte da un articolo dell’Economist o meglio da un’infografica presente su questo giornale americano dove c’è un uomo seduto alla scrivania e dal suo computer escono fuori auto, aerei e quant’altro. Il fatto è che con l’avvento dell’economia digitale il modo di progettare è cambiato.

Anche il modo di produrre le cose è cambiato e per questo si parla di terza rivoluzione industriale. La prima ebbe inizio alla fine del diciottesimo secolo con l’introduzione degli impianti meccanizzati nel settore tessile.

La seconda rivoluzione industriale è collegata a Henry Ford e alla definizione delle catena di montaggio per la costruzione delle automobili che ha dato avvio alla produzione di massa.

In passato furono coinvolti dalle rivoluzioni centinaia di milioni di persone che videro migliorare la qualità della vita anche in virtù della forte urbanizzazione imposta dai ritmi industriali.

Adesso invece la rivoluzione è nelle mani di un software: programmi semplici e pratici che consentono di assemblare rapidamente dei prodotti. Non è da sottovalutare anche la presenza sul mercato di nuovi materiali e robot in grado di svolgere compiti sempre più sofisticati.