Nella notte tra sabato e domenica il territorio emiliano è stato colpito da un violento terremoto che ha messo in strada un buon numero di famiglie, nonostante i danni alle abitazioni, rispetto a quanto accaduto a L’Aquila tre anni fa, sono minori. Ma come sta reagendo lo stato?

Dopo il sisma che ha colpito il capoluogo abruzzese c’è stata una grande mobilitazione da parte dello Stato che ha deviato per esempio nei territori terremotati anche il G8. Il sisma emiliano, invece, non è stato trattato nello stesso modo e anche il risarcimento previsto per le popolazioni è ben lontano dalle proposte dell’ex Bertolaso.

Non ci saranno fiumi di finanziamenti per l’Emilia-Romagna. Le popolazioni dovranno contare molto di più sulle reti di solidarietà create in loco. Come spiegava un operatore già presente in loco, sono soprattutto i cittadini stranieri che non possono contare su legami forti nella zona, a servirsi delle tendopoli.

Intanto la protezione civile fa sapere che per ogni sfollato, di cui sia stata accertata l’inagibilità o la distruzione della casa, fornirà 100 euro al mese. Si potrà arrivare ad un rimborso di 200 euro al mese soltanto nel caso di nuclei famigliari composti da una sola persona, per gli over65, per gli invalidi e per i disabili.