Chi crede di essere sicuro dal ricevere delle multe se passano più di novanta giorni (fino a luglio 2010 il termini era di 150 giorni) dall’infrazione non può dormire sonni tranquilli. I 90 giorni dopo i quali – cito l’articolo 201 del Codice della strada – scatta la prescrizione partono “dall’accertamento” dell’infrazione. Quando un agente vede un illecito, lo riconosce come tale e quindi lo accerta.

Ma ci sono altri casi in cui l’accertamento è successivo all’azione del trasgressore. Basta pensare alla rilevazione della velocità attraverso degli autovelox: tutto dipenderà da quando l’ufficio smaltirà l’arretrato dei fotogrammi da visionare. Per questo negli ultimi anni alcuni Comuni hanno adottato un’interpretazione che lascia loro margini estremamente ampi – e che li mette a rischio bocciatura in caso di ricorso.

Se i tempi si allungano infatti si lede il diritto alla difesa, perché è difficile ricordarsi particolari utili a distanza di tempo. E poi c’è la sentenza 198/1996 che stabilisce come un “prolungamento del termine non potrebbe, perciò, non porre dubbi di costituzionalità in termini di ragionevolezza“.

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