Il fisco non solo controlla i redditi e le spese dei contribuenti ma da qualche mese ha intenzione di mettere sotto controllo anche le telefonate. Non allo scopo di percepire informazioni indiscrete, ma per monitorare i costi sostenuti dalle persone per la comunicazione. 

Dopo il redditometro e lo spesometro, arriva anche il telefonometro. L’Agenzia delle Entrate, infatti, nel suo programma di lotta all’evasione fiscale, ha detto che raccoglierà nei suoi archivi anche i dati sulle utenze telefoniche domestiche.

La pratica interessa soprattutto gli operatori telefonici che dovranno comunicare al Fisco non solo i contratti business, quelli sottoscritti da imprese e professionisti ma anche quelli siglati dai privati cittadini. Il fatto è che la comunicazione e in specie quella mobile, esercitano sempre maggiore fascino e fanno tenute sotto controllo.

Anche il credito della telefonia mobile, dunque, andrà a completare il database dell’Anagrafe tributaria. Tutta la procedura è prevista ed inserita nel provvedimento n. 2012/1056 dell’Agenzia delle Entrate, pubblicato il 19 aprile.

Gli operatori avranno tempo fino al primo ottobre per comunicare questi dati ma dall’anno prossimo la scadenza per questo genere di comunicazioni sarà fissata al trenta aprile.

Sommando le spese telefoniche alle altre sostenute dal contribuente, si cercherà di ricostruire il tenore di vita degli italiani e vedere se spendono effettivamente meno di quanto dichiarano.