Huawei conferma i suoi impegni Italia attraverso un colloquio fra il numero uno del gruppo, Sun Yafang, e il premier Enrico Letta.
L’azienda cinese, si legge in  una nota, “ha espresso la volontà di continuare a investire sull’Italia sottolineando l’importanza del nostro Paese nelle strategie di crescita”. Si parla, in sostanza, di investimenti pari ad 1,1 miliardi di dollari in cinque anni, con la creazione di almeno 700 posti di lavoro, sempre nello stesso periodo, che si andranno a sommare agli altrettanti 700 lavoratori attualmente occupati in Italia dall’azienda cinese.

Huawei, che nel 2012 ha prodotto 35,4 miliardi di dollari di ricavi, è leader mondiale nella fornitura di apparecchiature per gli impianti di telecomunicazioni mobili, seconda al mondo nelle reti e apparati (dietro a Ericsson) e al quarto posto nel mercato mondiale degli smartphone (4,3% della quota totale).
In Italia è presente dal 2004 e ad oggi conta 700 dipendenti, di cui circa 100 impiegati nel Centro ricerche per le tecnologie microwave di Segrate (MI), inaugurato sul finire del 2011.
L’Italia è tra i primi mercati a livello europeo e mondiale per Huawei e costituisce un’area strategica e di elevata importanza nel suo sviluppo”, il commento del Ceo Sun Yafang a termine dell’incontro con il premier Letta.
L’Italia, infatti, è il secondo mercato in Europa per il colosso di Shenzhen, dietro la Gran Bretagna, e a fine anno i ricavi dell’azienda nel nostro Paese dovrebbero raggiungere i 400 milioni di euro, +15% su base annua.
Gli impegni, fanno sapere i vertici Huawei, si concentreranno soprattutto nelle tecnologie per la realizzazione dell’Agenda Digitale e in programmi di ricerca e sviluppo, scelte che daranno vita a nuove opportunità occupazionali per i laureati italiani.
Come abbiamo avuto modo di confermare al premier – ha dichiarato Roberto Loiola, vicepresidente di Huawei – su ricerca e giovani si concentrerà in particolar modo il nostro impegno. A partire da Talent lab, il nostro programma di formazione per laureati che prevede visite in Cina. Siamo partiti quest’anno con una dozzina di laureati. Contiamo di interessarne al progetto un altro centinaio”. “Abbiamo progetti sul fronte Lte: è chiaro – ha chiuso Loiola – che gli investimenti in ricerca e sviluppo nel Paese creeranno opportunità. Noi garantiamo il nostro impegno”.