Il consiglio di amministrazione di Telecom “ha approvato il progetto di societarizzazione della Rete”.
A renderlo noto un comunicato ufficiale diramato al termine della riunione di ieri, dal quale si apprende che il Cda “ha ribadito il mandato al management affinché proseguano i contatti in corso con la Cassa Depositi e Prestiti per un eventuale suo ingresso nel capitale della società della rete di accesso”.
Il progetto non è stato approvato all’unanimità: Telefonica si è infatti astenuta e Luigi Zingales, consigliere indipendente, ha votato contro.
Il parziale cambio di posizione da parte di Telefonica, contraria alla scissione della rete anche per timore che la via dello scorporo, primo caso in Europa, possa essere preso in considerazione anche in Spagna, sarebbe la conseguenza dei diversi contatti tra i vertici dei due gruppi negli ultimi giorni, con Telecom che avrebbe chiesto più volte agli spagnoli il si all’operazione e questi, secondo indiscrezioni di stampa, che avrebbero avanzato come alternativa la divisionalizzazione della rete anziché lo spin-off.

Nella nuova società, si legge nel comunicato, confluiranno la rete di accesso passiva sia in rame che in fibra e quella parte attiva di fibra contenuta nei cabinet e l’optical line termination e ad essa toccherà vendere l’unbundling e il virtual unbundling local acces per le reti di nuova generazione.
Telecom, spiega ancora la nota, “darà immediata informativa del progetto all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni a cui spetta la valutazione degli effetti sulla regolamentazione vigente”.

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