Moody’s ha fatto sapere di aver tagliato il rating di Telecom da Baa3 a Ba1, portando la valutazione del gruppo a livello “spazzatura”.
Lo si apprende da un comunicato della stessa agenzia internazionale di rating di ieri sera, nel quale si evidenzia come il downgrade segue “il fallimento dell’azienda nel rafforzare il proprio bilancio e l’uscita dal gruppo di Berbabè”.

“Il downgrade – si legge nella nota di Moody’s – si spiega innanzitutto con le recenti dimissioni dell’amministratore delegato del gruppo, che riflette una mancanza di sostegno degli azionisti per un aumento di capitale”.
“Ciò – continua la nota – ha aumentato l’incertezza sulla capacità della società di rafforzare il proprio bilancio abbastanza da mitigare il calo delle entrate e del margine operativo lordo”.
Questa complessa situazione, ha aggiunto Moody’s, fa sì che “un miglioramento della qualità del credito di Telecom Italia non appare più probabile. E le restanti opzioni a disposizione per rafforzare la valutazione prenderanno tempo per essere attuate, sempre che abbiano successo”. Di conseguenza “ci sarà incertezza e un aumento dei rischi fino a che un nuovo Ceo non avrà messo in campo una nuova strategia” e ciò impone un outlook negativo.

Non si è fatta attendere la replica di Telecom.
“Il gruppo è solido a livello industriale e finanziario. C’è una forte generazione di cassa, – si legge in una nota – un margine di liquidità per 12,8 miliardi di euro e redditività tra le più alte del comparto” e negli ultimi cinque anni, a fronte di 25 miliardi di investimenti, l’azienda “ha ridotto il proprio indebitamento nella misura di 7,6 miliardi di Euro”.