Qual’è il contenuto della lettera che il miliardario cinese Li Ka Shingottavo nella classifica degli uomini più ricchi del mondo di Forbes - ha inviato al numero uno di Telecom Italia  Franco Bernabé, e che dovrebbe essere esaminata nel consiglio di amministrazione di oggi?

L’uomo d’affari cinese offre una fusione carta contro carta tra 3 Italia e Telecom – e in cambio vuole ottenere un pacchetto di azioni dell’ex-monopolista. La domanda centrale è la valutazione tra delle due aziende. Il magnate egiziano Naguib Sawiris voleva pagare Telecom 0,70 euro per azione e per questo ha ricevuto un no. Li Ka Shing sarebbe invece pronto a pagare ogni azione del monopolista 1,2 euro (le azioni oggi sul mercato valgono la metà), ma d’altra parte valuta molto anche 3 Italia: 2,5 miliardi.

In caso di fusione il magnate cinese riceverebbe l’11-12% della Telecom, e sarebbe pronto a pagare cash per arrivare al 29,95 del capitale. Musica per le orecchi delle banche, che otterrebbero di liberarsi di questo investimento limitando le perdite – oggi hanno a bilancio le azioni a 1,5-1,6 euro.

Non solo loro vedrebbero di buon occhio la fusione, perché Tre Italia probabilmente finirebbe con la sua politica aggressiva in termini di prezzi che stanno facendo scendere i ricavi delle principali aziende sul settore. L’operazione quindi farebbe comodo a tutti – tranne che ai consumatori…

Il problema principale è che ci vorrebbe un governo per chiudere il cerchio, visto che mantiene ancora la golden share per le società pubbliche privatizzate… E per ora di nuovi governi non ce n’è nemmeno l’ombra…