Non si spengono i riflettori su Telecom Italia, che deve fare i conti con le ultime indiscrezioni di stampa sullo scorporo della rete e la vendita di Ti Media, e non ultime le recenti dichiarazioni di Naguib Sawiris. L’imprenditore egiziano, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Reuters, avrebbe proposto al gruppo italiano un aumento di capitale da 3 miliardi di euro aperto anche agli altri azionisti. La ricapitalizzazione però, avrebbe spiegato Sawiris, per avere successo dovrebbe avvenire agli attuali prezzi di mercato.

In più, La Repubblica avverte del rischio via via crescente di uno stallo perdurante in occasione del Cda del gruppo tlc in agenda il prossimo 6 dicembre. La causa risiederebbe nel fatto che la sottoscrizione dell’aumento di capitale nella società italiana da parte di Sawiris sarebbe subordinata al fatto che la rete di accesso non venga scorporata. Lo scorporo infatti sarebbe considerato dall’imprenditore egiziano un errore perché così facendo Telecom perderebbe l’unica cosa che la differenzia nel mercato italiano delle tlc.

Il presidente del gruppo, Franco Bernabè, starebbe quindi valutando in alternativa allo spin-off una separazione più leggera che lascerebbe aperta la possibilità di ingresso di Sawiris nel capitale di Telecom. Il giornale però fa riflettere sul fatto che il magnate nordafricano non sarebbe disposto a pagare prezzi molto diversi dai prezzi di Borsa e d’altro canto Mediobanca, Generali e Telefonica non accetterebbero aumenti di capitale sotto i prezzi di carico a quota 1,5 euro.

Dal fronte cessioni, La Repubblica ritiene molto probabile che la vendita di Telecom Italia Media, in programma per la fine dell’anno, possa slittare di diversi mesi. Ad inizio dicembre dovrebbero arrivare le offerte vincolanti da parte di Discovery, H3G, Clessidra e Cairo ma tutte sarebbero condizionate alla scissione del contratto di raccolta pubblicitaria con la stessa Cairo Communication.