Gli sprechi per le grandi e piccole opere pubbliche non sono un affare che riguarda soltanto il nord Italia visto che anche in Abruzzo, la Regione che appena tre anni anni fa è stata vittima di un terremoto devastante, qualcuno vuole rimettere in piedi una ferrovia in disuso da anniIn Abruzzo è stato assegnato un appalto per la costruzione di una stazione ferroviaria unificata che possa accogliere i passeggeri che usano la Ferrovia Sangritana e le Ferrovie dello Stato. Lo scalo interessato dal “rinnovo” è quello di Castel di Sangro, una cittadina ai confini del Molise.

Ma cerchiamo di andare con ordine. A Castel di Sangro ci sono ben due stazioni, una delle Ferrovie dello Stato che funge da scalo per la tratta Pescara-Sulmona-Carpione-Isernia. Ma a 150 metri di distanza c’è un altro scalo della ferrovia Sangritana che collega Castel di Sangro prima a Lanciano e poi alla costa adriatica.

La volontà è quella di unire questi due scali. Un proposito nobile se non fosse per il fatto che la linea che collega l’interno abruzzese con il mare è ferma dal 2003 e non si effettuano nemmeno più i collegamenti estivi per i turisti.

Per quanto riguarda la linea che collegava Pescara con Isernia, è stata progressivamente ridotta fino a che il 10 dicembre 2011, è partito l’ultimo treno. Nonostante lo stop al traffico e la volontà della Regione di investire nel trasporto in gomma, la nuova stazione è un progetto che sta ancora in piedi a causa di un finanziamento del Cipe deliberato ormai negli anni Novanta.