Comprare casa prevede, nella maggior parte dei casi, la parallela accensione di un mutuo. A luglio abbiamo parlato dei tassi d’interesse e valutato le opportunità migliori per scegliere tra un tasso fisso e un tasso variabile in base alle tendenze del mercato.

Nonostante sul lungo periodo il tasso variabile consenta di risparmiare qualcosa nel piano d’ammortamento, sta di fatto che i mutuatari sono sempre davanti all’incognita dei rincari. A luglio per esempio s’è parlato delle rate più salate dei mutui variabili. Un aumento dovuto ai rincari dei tassi BCE.

Abbiamo anche fornito ai nostri lettori qualche strumento per calcolare la rata del mutuo variabile, tenendo conto dei tassi vigenti e anticipando le novità per il settore introdotte dalla manovra finanziaria.

Dal punto di vista statistico abbiamo potuto osservare che a fronte di una flessione nella richiesta di mutui tra i mesi di maggio e giugno, è cambiato anche l’identikit del mutuatario, ricostruito dal celebre portale MutuiOnline.

Oltre alla manovra di Tremonti, incide sul prezzo dei mutui anche la situazione del mercato. Abbiamo trattato nello specifico il caso di mutui variabili spiegando come si pensa che aumenteranno i tassi nei prossimi 4 anni e introducendo il concetto della rinegoziazione obbligatoria che va incontro alle famiglie.

Nelle dinamiche di compravendita, abbiamo anche parlato del fatto che l’aiutino dei genitori per comprare casa non è tassato e che spesso sono richieste a chi vende delle certificazioni obbligatorie, come quella energetica.