Nel calcolare il tasso di inflazione, ovvero dell’aumento prolungato, costante e generalizzato dei prezzi che causano il calo del potere d’acquisto della moneta, si tiene conto di tutti i beni e servizi consumati dalle famiglie nel corso dell’anno: il cosiddetto “paniere”.

In questo paniere figurano:

  • generi di uso quotidiano (ad esempio alimentari, giornali, benzina);
  • beni durevoli (ad esempio capi di abbigliamento, computer, lavatrici);
  • servizi (ad esempio affitto dell’abitazione, servizi di parrucchiere, assicurazioni)

Ciascuna voce di spesa contenuta nel paniere ha un proprio prezzo, la cui variazione viene monitorata: il tasso di inflazione sui 12 mesi si calcola come il prezzo del paniere totale in un determinato mese rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Nel calcolo dell’inflazione, tuttavia, non si considera ogni bene allo stesso modo: si attribuisce un peso maggiore alle variazioni relative a beni e servizi per i quali i consumatori spendono di più rispetto a voci di spesa meno significative.

In sostanza i beni e servizi componenti un paniere, vengono ponderati secondo un peso proporzionale al grado di importanza che il prodotto rappresenta nell’ambito dell’intero paniere, ovvero rispetto ai consumi medi della collettività, considerando la quantità e la frequenza di acquisto del bene o servizio stesso.

La composizione del paniere viene rivista costantemente per fare in modo che esso sia rappresentativo dei consumi finali delle famiglie nello specifico anno di riferimento.

Per maggiori informazioni consultare il paniere dei prezzi ISTAT.