La crisi economica che ha coinvolto la Grecia e rischia di mandare in default anche gli Stati Uniti, ha delle ripercussioni sulla stabilità dei mercati, dove a traballare non sono soltanto i titoli in borsa ma anche i tassi d’interesse dei mutui.

Gli analisti descrivono un futuro non proprio roseo per chi ha contratto o vuol contrarre un mutuo a tasso variabile.

Nel giro di quattro anni, infatti, i rincari potrebbero raggiungere il culmine. E il riferimento è sia ai mutui a tasso variabile collegati all’Euribor, sia a quelli collegati ai tassi BCE.

Proprio la Banca Centrale Europea ha determinato di recente un rialzo dei tassi che ha reso le bollette dei consumatori un po’ più care.

Nel decreto sviluppo firmato dal Governo italiano, lo stato va incontro ai mutuatari che per effetto della crisi rischiano di non poter pagare le rate. Per loro è prevista la rinegoziazione del mutuo, ma è necessario che siano rispettati alcuni requisiti.

In primo luogo requisiti di reddito: l’Isee delle famiglie che vogliono beneficiare dell’agevolazione non devono superare i 35mila euro. I mutui non devono superare i 200mila euro e soprattutto devono essere dei variabili “puri”.

Sono esclusi dalla legge sia i prestiti a rata costante che i tassi misti.