La Bce ha deciso di lasciare fermo allo 0,25% il tasso di riferimento dell’Eurozona.
La decisione è stata presa durante la riunione del Consiglio direttivo svoltasi ieri a Bruxelles, uno dei due incontri annuali che la Banca centrale europea tiene fuori dalla sua sede di Francoforte.
Confermati anche il tasso sui prestiti marginali (0,75%) e quello sui depositi overnight delle banche presso la Bce (zero).

Sui tassi, ha dichiarato il presidente dell’Eurotower, Mario Draghi, nella conferenza stampa seguita alla riunione del Consiglio, “c’è stata una discussione” e la Bce potrebbe intervenire anche il prossimo mese.
Giugno, infatti, è il mese delle nuove proiezioni su crescita e inflazione e se quest’ultima resta ancorata a livelli molto bassi Francoforte, ha spiegato Draghi, “se necessario, è pronta ad un ulteriore allentamento della politica monetaria”.
Riferendosi poi ai Paesi che presentano squilibri economici tali da “ostacolare il funzionamento ottimale dell’Unione monetaria”, il numero uno dell’Eurotower ha ricordato che “deve esserci un’azione politica decisa: siamo d’accordo su questo con la Commissione europea”.
I Paesi in cui l’economia è in situazione di stallo – ha poi aggiunto – devono perseguire riforme strutturali: non sono facili, comportano dei sacrifici, ma sulla base di quanto avvenuto in paesi come Irlanda, Grecia, Portogallo e Spagna le alternative sono molto poche” (foto by InfoPhoto).