Alla fine la Banca centrale europea si è decisa. Era ora, è poco e forse è pure tardi. Ma comunque è meglio di niente. Il consiglio direttivo della Bce ha deciso di tagliare di un quarto di punto il tasso di rifinanziamento nell’Eurozona. Siamo così arrivati al nuovo minimo storico dello  0,5%. L’ultima riduzione era arrivata a luglio dell’anno scorso…

Il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale scende di mezzo punto e raggiunge l’1%, mentre il tasso sui depositi continua a restare a quota zero. Nella tradizionale conferenza stampa, il presidente della Bce Mario Draghi ha spiegato che l’istituto centrale europeo è “pronta ad agire” nuovamente – e quindi potrebbe abbassare ulteriormente il tasso di rifinanziamento se si rivelasse necessario.

Con la solita lentezza pachidermica, sono state avviate delle consultazioni con il fine di realizzare delle operazioni che possano facilitare l’attività creditizia verso famiglie e imprese – alla buon’ora…

L’Eurotower continuerà a fornire liquidità illimitata al sistema almeno fino all’inizio del mese di luglio del 2014. E vista l’ossessione tedesca, il banchiere-burocrate italiano ha parlato di inflazione che dovrebbe mantenersi al di sotto – ma di poco – del 2%. Solito invito finale a  ”non allentare gli sforzi per ridurre i deficit” – è una sciocchezza, in questo momento un po’ di debito servirebbe a far ripartire l’economia -, mentre i governi  dovrebbero “continuare a promuovere riforme strutturali” per il rilancio economico – sulla carte le riforme di Monti avrebbero dovuto far salire il Pil, nella realtà no, ma questi non riescono a capirlo…

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