Non credo che il governo Letta non arrivi a cancellare anche la seconda rata dell’Imu. Ma in Italia non si sa mai. Per cui dedico un post a rispondere alla domanda: cosa succederebbe se dovessimo pagare la seconda rata dell’imposta? Come molti di voi ricorderanno, già dall’inizio della campagna elettorale l’Imu è stata al centro delle proposte dei partiti.

In parlamento però la tassa sulla casa ci è finita solo in un comma del decreto salda-debito del governo Monti: stabiliva che la prima rata dell’Imu 2013 sarebbe stata pari alla metà di quanto pagato con le aliquote 2012 e che il saldo sarebbe stato fatto con le aliquote per l’anno in corso (meno ovviamente quanto pagato con la prima rata).

Se non si abroga la seconda rata dell’Imu o non si cambiano le modalità di calcolo fissate con questo decreto, bisognerà pagare l’imposta piena meno metà di quanto pagato nel 2012. Il risultato per alcuni comuni finirebbe per essere paradossale. In una città come Milano che ha elevato l’aliquota al massimo di legge, i contribuenti finirebbero per pagare più di quanto speso nel 2012

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