L’Ufficio studia della Cgia di Mestre ha condotto una ricerca per capire quanto risparmierebbero gli italiani di imposte se la tassazione nel nostro Paese fosse in linea con la media degli altri Stati europei. Uno studio che alla fine sembra aver dato questo risultato: un totale di 34 miliardi, ossia circa 557 euro all’anno per ciascuno.

Quello della Cgia di Mestre è uno studio che correda l’appoggio della proposta europea di creare la figura del Super Ministro delle Finanze e di adottare anche una tassazione europea maggiormente armonizzata. E il vantaggio più immediato per gli italiani, qualora dovesse essere applicata una tassazione ai livelli medi degli altri Paesi europei, è proprio quello di risparmiare più o meno la cifra indicata poco fa.

Se si passa invece al confronto diretto con le tasse pagate in altri Stati europei, si evince, ad esempio, che in Italia si pagano mediamente 1.141 euro in più all’anno rispetto alla Germania, 1.593 in più rispetto all’Olanda, 1.779 euro rispetto al Portogallo, 2.389 euro in più rispetto alla Spagna e 3.531 euro in più rispetto all’Irlanda. I paesi in cui invece si pagano più tasse che in Italia sono Francia, Belgio e Finlandia.

Sempre andando a sbirciare i dati messi in rilievo dalla Cgia di Mestre, si scopre che fino al 2014 la pressione fiscale italiana si è attestata attorno al 43,6 per cento del Prodotto Interno Lordo mentre la media dei Paesi europei arriva al 41,5 per cento. Secondo Renato Mason, segretario della Cgia: “La cosa che ci preoccupa di più è che dalla lettura di questi dati emerge una forte correlazione tra il livello di centralismo e la pressione tributaria. Vale a dire che la quantità di imposte, tasse e tributi che i contribuenti versano in percentuale del Pil è direttamente proporzionale al grado di centralismo fiscale“.