Notizia sorprendente. Secondo l’Ufficio studi della Cgia di Mestre, la pressione italiana nel 2014 resta molto elevata – siamo al 43,3% – ma è comunque inferiore al 2013. Gli italiani hanno pagato complessivamente meno tasse per 3,1 miliardi di euro.

Questa cifra è il risultato di una semplice sottrazione: dagli 11,8 miliardi di euro di tagli di imposte sono stati sottratti gli aumenti, pari a 8,7 miliardi. A determinare il risultato finale è stato soprattutto il bonus di 80 euro del governo Renz – 6,6 miliardi -, seguito dal cosiddetto “Bonus Letta” – 1,5 miliardi -, la cancellazione dell’aumento Tares – un altro miliardo -, e la deduzione dal reddito d’impresa del 30% dell’Imu pagata sugli immobili strumentali – 714 milioni.

Per quanto riguarda gli aumenti di imposta il peggio è arrivato con l’introduzione della Tasi – per un gettito fiscale di 3,8 miliardi di gettito -, seguito dalla crescita della tassazione sulle rendite finanziarie – 720 milioni di euro -, dell’imposta di bollo sul dossier titoli – altri 627 milioni di maggiori imposte -, ed infine della deduzione forfetaria dei redditi derivanti dai contratti di locazione – 627 milioni di euro.

Secondo la Cgia di Mestre, anche se non ci sono ancora i saldi definitivi, la legge di Stabilità per il 2015 dovrebbe portare ad un ulteriore riduzione della pressione fiscale. Come osserva il segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi “era da molto tempo che ciò non accadeva”. Chi ha beneficiato della riduzione della pressione fiscale? Secondo il segretario della Cgia di Mestre “in linea di massima possiamo affermare che i maggiori benefici economici sono andati ai redditi medio bassi”.

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