Per rilanciare l’economia italiana e raggiungere gli stessi livelli di crescita dei nostri partner internazionali urge ridurre la pressione fiscale.
È quanto ha dichiarato sabato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan nel suo intervento alla cerimonia per i 240 anni della Guardia di Finanza, durante la quale sono anche stati resi noti i risultati conseguiti dal Corpo nel primo semestre 2014 in termini di lotta all’evasione fiscale, sequestro beni in mano ad associazioni criminali, contrasto ai reati finanziari e persecuzione dei reati bancari e finanziari.

L’obiettivo del governo, ha rimarcato Padoan durante la cerimonia, è quello di “rendere più equo l’onere del prelievo fiscale”, in quanto si deve “tenere conto delle difficoltà dei contribuenti onesti. Un fisco equamente distribuito consentirà di affrontare meglio questo momento”.
Per farlo, ha spiegato il ministro, si ricorrerà ai decreti attuativi della delega fiscale, tra i quali ha ricordato quello sulle commissioni censuarie introdotte dalla riforma del Catasto approvata dal Consiglio dei ministri il giorno precedente.

Durante la manifestazione per i 240 anni del Corpo sono stati resi noti anche i risultati della lotta all’evasone fiscale e dell’operato della Guardia di Finanzia in generale.
Il bilancio delle attività delle Fiamme Gialle nei primi sei mesi del 2014 evidenzia frodi, truffe e sperpero di denaro pubblici per 2,1 miliardi di euro, sequestri beni ad evasori fiscali per oltre 460 milioni, 1.435 soggetti denunciati per reati contro la Pubblica amministrazione, 3mila evasori totali, sequestri e confisca di beni alla criminalità organizzata per, rispettivamente, 2,8 miliardi (5.523 persone) e 413 milioni di euro, 542 milioni intercettati nelle operazioni di contrasto al riciclaggio di capitali, oltre 2mila persone denunciate per reati bancari, finanziari, societari e fallimentari e più di 250 (di cui 51 agli arresti) per usura (foto by InfoPhoto).