Della serie e poi ditemi che i Forconi non hanno ragione. Prima di lasciarci, il governo Letta ci ha lasciato un ultimo regalo avvelenato. Una misura prevista  dall’articolo 4 del dl n. 197/90 modificato dalla legge 97/2013 prevede che dal primo febbraio un prelievo del 20% a titolo di ritenuta d’acconto sui bonifici in arrivo dall’estero.

La ritenuta è automatica e spetta al contribuente dimostrare il contrario, ovvero che le somme non hanno natura di componente di reddito. Ovviamente la misura è stata presa di mira dalle associazione di consumatori. Secondo Elio Lannutti, presidente di Adusbef, si tratta di “una vergogna“, di vero e proprio “sadismo fiscale“, e annuncia che “se non ritirano questo provvedimento lo impugneremo perché è illegale e incostituzionale: se qualcuno lo impugnasse davanti a una commissione tributaria, infatti, vedrebbe sicuramente riconosciuti i propri diritti”.

E aggiunge: “equivale a cacciare una persona in galera e farla uscire dal carcere se si scopre innocente”, e rappresenta “un boomerang per lo Stato, perché farà scappare persone e capitali” (questo è vero solo in parte, visto che la ritenuta viene fatta solo sui conti correnti delle persone fisiche e quindi colpisce solo le cosiddette rimesse).

Il meccanismo per ottenere la restituzione prevede che un funzionario riceva e valuti la dichiarazione di chi chiede la restituzione dell’imposta – che dovrebbe essere resa in forma libera.

Intanto su change.org è stata lanciata una petizione per “invitare il presidente del consiglio dei ministri a farsi parte attiva nei confronti dei membri del governo competenti per l’immediata abolizione di questa misura inefficace, inefficiente e perniciosa”.

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