È Roma la città dove gli imprenditori pagano più tasse in Italia.
Nella Capitale, secondo uno studio sul peso delle tasse a carico degli imprenditori italiani pubblicato ieri dal Cna, artigiani, commercianti e piccoli imprenditori quest’anno pagheranno il 74,4% di tasse, oltre dieci punti rispetto alla media nazionale (63,1%) e nove su Milano (65,1%).
Dietro Roma, entrambe con il 74,2%, Bologna (64,6% nel 2011) e Reggio Calabria (62,4% nel 2011), seguite da Firenze con il 74,1% (nel 2011 il dato era al 63,9%).
Cuneo, con una pressione fiscale sulle imprese al 56,2% (dal 55,3% del 2011), la città più “virtuosa” secondo la classifica elaborata dalla Confederazione nazionale dell’Artigianato e della piccola e media impresa.
“Se la tua impresa si trova a Cuneo – si legge nel documento -, il 25 luglio del 2014 sarà l’ultimo giorno che lavori per le tasse (nel 2011 il fisco si fermava al 22 luglio). Ma se per sfortuna l’impresa si trova in una delle 10 ‘peggiori’ città allora sono guai”: “a Reggio Calabria, Bologna, Roma e Firenze nel 2014 il fisco ti chiede di lavorare per lui fino al 29 settembre”.
A pesare maggiormente sulle imprese italiane sono le imposte locali, le uniche inoltre aumentate dal 2011 ad oggi, mentre tasse e tributi nazionali sono rimasti pressoché invariati.
E l’aumento della tassazione comunale (per Roma +11,33% in quattro anni) è stato influenzato, scrive il Cna, principalmente da Imu e rifiuti (sempre nella Capitale, dal 2011 gli aumenti per gli imprenditori sono stati, rispettivamente, del 174% e del 14,2%).
Il Fisco italiano, per il Centro studi dell’Osservatorio permanente del Cna sulle Pmi italiane, è il peggior avversario di crescita e sviluppo (foto by InfoPhoto).