Sul sito dell’Agenzia delle Entrate, spesso, per dimostrare come comportarsi in alcune situazioni, sono raccontati degli episodi reali che hanno coinvolto i contribuenti che poi sono arrivati anche in tribunale per impugnare le decisioni dell’Erario. Il caso di oggi. 

Il caso che vi vogliamo raccontare è quello di un cittadino toscano che non ha potuto usufruire dell’agevolazione relativa al pagamento dell’imposta sull’immobile ottenuto. Andiamo con ordine così che anche chi non è pratico della materia, capisca quello di cui stiamo parlando.

Un contribuente, tramite un’asta, ha comprato un bene immobile di categoria A3, quindi ad uso abitativo e ci ha stabilito la sua residenza. Il prezzo pagato per l’immobile è stato di 370 mila euro. Nel momento dell’aggiudicazione effettiva, questo contribuente ha chiesto di poter pagare le tasse secondo la legge finanziaria del 2006, quindi chiedendo che l’imponibile per il calcolo delle tasse fosse la rendita catastale dell’immobile e non il valore pagato.

La rendita dell’immobile era pari a 139.431 euro. I giudici, però, hanno rigettato la richiesta perché il contribuente non era in possesso di uno dei requisiti per accedere al sistema di pagamento spiegato.

Il contribuente, cioè, si era aggiudicato l’immobile ma per l’atto non era intervenuto un notaio. Questo particolare è stato valutato dai giudici come clausola per l’accesso alle agevolazioni.