Tasse sempre tasse solo tasse. Questo è in sintesi i risultati dell’aggiornamento dell’Ufficio studi Confcommercio sulle principali grandezze economiche che è stato elaborato parte da dati Banca d’Italia, Istat e Cer. La versione finale della legge di Stabilità, rispetto al disegno di legge originario determinerà un aumento dell’imposizione per 4,6 miliardi  (contro gli iniziali 1,6) per il triennio 2014-2016.

Ciò significa maggiori entrate per 2,1 miliardi nel 2014 (all’inizio erano 973 per un +120%), mentre nel 2015 si passerà da un -496 a un +693 milioni. Insomma, ancora una volta, un governo sceglie la strada sbagliata di utilizzare la leva fiscale per far quadrare i conti invece di occuparsi delle misure veramente necessarie, rappresentate da scelte di politica economica che permettano di sostenere i consumi di famiglie ed imprese e che contribuirebbero a far ripartire l’economia.

Il governo Letta parla di una riduzione della pressione fiscale al 44,3% nel 2013 ed al 43,3% nel 2016 perché ipotizza una crescita del Pil dell’1% nel 2014 e del 2% negli anni 2015-2016. Secondo Forza Italia con una crescita del Pil allo 0% nel 2014 e dell’1% negli anni 2015-2016, si avrebbe un aumento della pressione fiscale dal 44,3% nel 2013 al 44,6% nel 2016.

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