L’erogazione del Tfr è assoggettata a tassazione separata, ovvero viene colpita da una particolare forma di tassazione che porta ad applicare al Trattamento di fine rapporto un’aliquota sensibilmente più bassa dell’aliquota Irpef ordinaria. Questa forma di prelievo fiscale dipende dal numero di anni e frazioni di anni di anzianità. L’imposta calcolata non è a titolo definitivo poiché bisogna aspettare che sia riliquidata dall’Agenzia delle Entrate, in base all’aliquota media di tassazione dei 5 anni precedenti a quello in cui maturato il diritto alla percezione del Tfr. Se la tassazione così calcolata è superiore il Fisco chiede al contribuente la maggiore imposta.

Per calcolare l’imposizione da applicare al TFR bisogna effettuare due distinti conteggi a seconda se le somme siano state maturate prima o dopo la fine dell’anno 2000. Dopo tale scadenza – ovvero dal primo gennaio 2001 – occorre suddividere il Trattamento di fine rapporto in due parti:

quota capitale, soggetta a tassazione IRPEF a titolo provvisorio;
rivalutazione, a cui si applica un’imposta dell’11%.

Per calcolare l’aliquota media bisogna determinare l’imposta pagata sul reddito di riferimento. L’aliquota media si calcolerà facendo questo semplice calcolo: Aliquota media = Imposta pagata X 100 / Reddito di riferimento (l’imposta e il reddito di riferimento sono quelli dell’anno in cui abbiamo maturato il diritto di percepire il TFR). Questa aliquota viene applicata alla quota capitale ridotta in questo modo: bisogna moltiplicare il TFR per il parametro fisso 12 e dividerlo successivamente per gli anni di servizio. Se il TFR maturato è pari a 50.000 euro e il soggetto che li percepisce ha maturato il Trattamento in trent’anni di servizio, l’imponibile è pari a (50.000 X 12)/30= 20.000. Su questa cifra bisognerà poi applicare l’aliquota media.